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La confessione

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Una volta, una compagnia di sfaccendati passava il suo tempo all'osteria, bevendo e giocando a carte.
Un giorno mentre parlavano di soldi e di gente avara, uno saltò su a dire:
"Sapete, il nostro parroco che si lamenta sempre perché non facciamo l’elemosina, che non riesce a spuntarla, che così non può vivere..., ha ucciso il maiale! E intanto noi gli facciamo l’elemosina!"
"Davvero!", esclamarono gli amici interrompendo il gioco.
"Ma guarda, sarebbe proprio giusto andare a rubarglielo".
"Si, si, a rubarglielo! Una parola...! Ti rendi conto che si è messo i salami sotto il letto!!"
"Sotto il letto!", dissero tutti a una voce, stupiti e meravigliati.
"Sotto il letto? Ci penso io, non aver paura. Ci penso io" disse Tonio, uno che non andava a confessarsi da tanti anni.
"Volete scommettere che gli porto via i salami?"
"Faremo una bella cena e se tu riesci a rubare i salami al prete, la paghiamo noi".
" Bene, accetto. Domani sera, voi trovatevi vicino alla canonica...a mezzanotte andrò a trovare il prete".
La sera dopo gli amici si appostarono non molto lontano dalla canonica.
"Come farà, come non farà?", si domandavano, ma non erano persuasi neppure loro della faccenda.
Intanto l’amico Tonio, giunto alla porta, dopo aver bussato, alla domanda della perpetua, rispose:
"Sono io, Tonio",
"Che cosa vuole?"
"Ah, signora, se sapesse... Cosa vuole mai! O presto o tardi, bisogna farlo un esame di coscienza. Questa sera sono andato a letto, ma non sono riuscito a prendere sonno... Mi sentivo dei rimorsi! Così, mi son detto, che non mi succeda di morire senza confessarmi"
"Maria, a quest'ora? Non lo sa che il prete è a letto!"
"Si. lo so... Ma lei gli riferisca che vorrei confessarmi. Senta, piuttosto di farlo scendere, vengo io su in camera, mi confesso al suo letto!"
La perpetua conosceva il tipo, sapeva che non andava mai a confessarsi, erano più di trent'anni che non si confessava, tanto che il parroco continuava a ripetergli: "Confessati, puoi morire da un momento all'altro, non si sa mai, bisogna salvarsi l'anima". Ma lui non faceva neppure caso alle parole del prete, non voleva saperne di confessarsi.
La donna andò al letto del parroco.
"Senta, giù c'è quel tale, Tonio, vuole confessarsi subito... Dice che non può dormire, che ha i rimorsi... insomma vuole confessarsi! E non vuole che si disturbi a scendere perché viene su, al letto".
"Bene, bene" rispose il prete, "Bene, che venga".
Tonio si era messo addosso quella giacca larga, con tante tasche; dentro ci entrava tanto di quel salame da non poterlo contare.
"Vada su! Salga", gli aveva detto la perpetua. Salì, entrò in camera, dove da un angolo una lanternina dalla luce affumicata rompeva appena il buio, tanto che non si distingueva niente.
"Sia lodato Gesù Cristo, arciprete!"
"Bravo caro, bravo! Vieni avanti, caro... vieni avanti! Beato e benedetto, caro. .. Meglio tardi che mai!"
"Cosa vuole, signore, quando si sentono i rimorsi... insomma bisogna prepararsi ...".
"Si, caro, vieni qua! Bravo... avvicinati, inginocchiati qui al mio fianco, fa un po' di esame di coscienza".
"Si, arciprete, si".
Intanto tirava fuori da sotto il letto i salami e li metteva dentro nei tasconi della giacca, prendeva i cotechini e dentro nelle tasche, ovunque potessero stare.
"Bene, adesso sei preparato?", gli domandò il prete.
"Si, si signore, sono pronto".
"Che cosa hai fatto?"
"Sa", cominciò titubante il falso penitente, "sa... mi sono arrabbiato, ho portato collera, ho mormorato contro il prossimo... mi è sfuggita una qualche bestemmia...sa, come fanno gli uomini quando si arrabbiano... Dopo..." e qui si fermò. "Dopo... devo confessarne una... una di grossa... Mi è difficile dirgIiela"
" Avanti, avanti , forza ... io sono sacerdote e lo sai che i sacerdoti hanno la manica larga .... E' la misericordia di nostro Signore".
"Bene, le devo dire che ho rubato del salame".
"Quanto sarà stato? Molto o poco?"
"Forse tre, quattro salami".
"E dopo, che cosa hai commesso?", gli domandò il prete, pensando finita la questione del salame.
" Poi. ., ho preso ancora dei salami!"
"Ho capito!... E dopo?"
"Anche dei cotechini!"
"Dimmeli tutti in una volta... Per caso, li hai portati via tutti?"
"Si, signore, a dirle la verità, li ho portati via tutti".
"Bene...», concluse il parroco, "Cosa vuoi fare... adesso! Piuttosto, rispondimi: li hai rubati a una povera famiglia che ha dei bambini piccoli? Magari non sanno come sfamarsi? Hai tolto il cibo di bocca a delle povere creature?"
"No, signore, no... li ho tolti in una casa dove nessuno soffre la fame, proprio nessuno».
"Allora, ti assolvo e va in pace... Domattina vieni a ricevere la comunione e tutto sarà finito".
"Sia lodato Gesù Cristo", disse alzandosi il ladruncolo... "ln nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
E facendosi il segno della croce, se ne andò con la giacchetta piena di salami e cotechini, uscì dalla camera e giù di corsa. Gli altri erano là ad attenderlo, gli andarono incontro e insieme ritornarono alla solita osteria.
La mattina dopo, la perpetua chiese al parroco: "Signore, cosa preparo oggi per il pranzo?"
"Metti in pentola un cotechino. Meglio consumarli presto i cotechini, se no vanno a male".
La donna salì in camera con il coltello, si chinò sotto il letto, allungò le braccia per tagliare lo spago di un cotechino, ma non trovò niente al solito posto. Si chinò ancora di più, ma non vedendo né salami né cotechini, si precipitò dal prete.
"Ma senta, signore, ha cambiato posto al baldacchino per caso?"
"Eh no, non l'ho nemmeno toccato! Perché?"
"Perché sotto il letto non c`è neppure l’idea di salami e cotechini",
Al prete venne una improvvisa illuminazione e capì il trucco del penitente.
"Ah, cosa ho mai fatto... E pensare che l'ho assolto... assolto chi mi ha rubato tutto. Ma stamattina viene a fare la comunione... ma devo tacere, devo tacere".
Così, gli sfaccendati della compagnia si prepararono una cena da signori, mangiarono e bevvero da scoppiare, salami, mortadelle e cotechini andarono a finire cosi.

(racconto veronese)