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Trani

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Il termine Trani identifica a Milano il locale dove si vende vino. Il Trani era l'osteria milanese.

Il rapporto tra Milano e i pugliesi arriva da lontano, dalla fine dell’800 quando a causa di un litigio doganale con la Francia ai pugliesi viene negato il commercio del loro vino oltralpe e così iniziano ad aprire vinerie alla mescita a Milano che diventano subito molto popolari. Si tratta dei “trani”, osterie pugliesi che si sostituivano alle “piole” piemontesi e offrivano vino di Trani a buon mercato per i lavoratori. A quei tempi il vino era molto forte e per i contadini costitutiva un energetico fondamentale, tanto che veniva chiamato “la carne potabile”.

Piano piano il fenomeno migratorio diviene sempre più importante e nel 1931 si contano 40mila cittadini pugliesi, ovvero il 5% del totale. Nel secondo dopoguerra i trani si allargano a macchia d’olio e il termine entra di diritto perfino nel dialetto milanese. Da trani deriva a sua volta l’aggettivo “tranatt”, cioè frequentatore abituale di osterie. I trani sono un punto di riferimento importante dove si gioca a carte e a morra, e dove qualcuno inizia anche a fare qualche spettacolo, come Lino Banfi: «Andavo nei trani e iniziavo a canticchiare delle canzoni facendo finta di essere nero, con una calza in testa in cambio di un pasto e un bicchiere di vino. Capii da subito che il nostro linguaggio dialettale faceva ridere».